“Rieux sapeva, infatti, quello che ignorava la folla e che si può leggere nei libri, ossia che il bacillo della peste non muore nè scompare mai, che può restare per decine di anni addormentato nei mobili e nella biancheria, che aspetta pazientemente nelle camere e che forse sarebbe venuto il giorno in cui la peste avrebbe svegliato i suoi topi per mandarli a morire in una città felice.”
- La Peste – A.Camus
Questo finale fa riflettere, su come siano precarie le cose, le situazioni, sempre in balia di una strana guida che è la vita. Bellissima metafora, libro illuminante incentrato sulle reazioni degli uomini contro il dolore e la disperazione. Ci troviamo di fronte personaggi positivi come il dottor Rieux e gli stessi abitanti di Orano che di fronte al male, appunto alla peste (metafora della vita) lottano incessantemente con tutte le loro forze.
A 50 anni dalla sua morte, onore a Camus
